Carbonara, una parrocchia per il bene comune
06 Gen 2009 - 14:43:02
Far crescere l'informazione in modo democraticamente diffuso tra la popolazione, questo era l'intento di Don Giuseppe Mazzocco che ha promosso, la sera del 5 gennaio 2009 nella parrocchia del quartiere di Carbonara ad Adria, l'incontro con la sua comunità sul tema della riconversione a carbone e sul polo energetico in Polesine.
Presente il Coordinamento dei comitati per la tutela della salute e dell'ambiente della provincia di Rovigo, Cavarzere e Cona che ha presentato l'iniziativa CARTOLINE DAL POLESINE contro il polo energetico e il carbone, appunto, con la raccolta di firme su cartoline che verranno poi consegnate al Governatore del Veneto Galan e al Ministro dell'ambiente Prestigiacomo e, a titolo personale, almeno stando a quanto da loro stessi asserito, alcuni lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle, Crozzoletto, Dalla Villa e Passarella che hanno perorato la causa del carbone e, sopratutto, la necessità che una decisione sulla riconversione venga presa in tempi rapidi.
Il Coordinamento, presente col suo storico portavoce Luigino Mottaran e con numerosi altri rappresemtanti ha spiegato i motivi delle proprie contrarietà a partire dall'assenza di un piano energetico regionale che dia fisionomia certa alle necessità energetiche venete e che blocchi l'attuale farwest nel quale sguazzano i comitati d'affari a scapito degli interessi collettivi.
Sono stati toccati i temi più significativi del problema come il rispetto della salute, che ha suscitato discussioni accese tra i presenti con il racconto anche di reali e toccanti vicende vissute in prima persona, della difesa dell'ambiente, dello sviluppo del Parco e delle attività economiche connesse al territorio per vocazione naturale, delle energie rinnovabili e delle soluzioni alternative al carbone, quali la metanizzazione della centrale, prevista anche dal discusso articolo 30 della legge istitutiva del Parco.
Si sono trattati anche i temi del rispetto della legalità facendo riferimento alla condanna comminata ad Enel dal Tribunale di Adria nel 2006 e alle recenti mosse della Procura di Rovigo che ha presentato alle Commissioni VIA regionale e nazionale il rapporto commssionato ad alcuni esperti che hanno confutato il progetto di riconversione e, cosa recentissima, il fatto che la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un'inchiesta per indagare sulla reiterata omissione di atti d'ufficio da parte di funzionari pubblici incaricati di acquisire e pubblicare i dati ufficiali delle centraline di rilevamento della qualità dell'aria.
I dipendenti Enel hanno ribadito la necessità di tener conto della precarietà occupazionale che la situazione di indecisione procura loro e hanno polemizzato su alcune affermazioni di carattere tecnico e non fatte dai componenti del Coordinamento, sul fatto che ogni decisione sia di spettanza agli organi istituzionali preposti e che il coinvolgimento delle popolazioni avrebbe procurato soltanto ulteriori ritardi ed infine sul metodo adottato per l'iniziativa che non teneva conto di un necessario contradittorio, accusa che Don Mazzocco ha rigettato affermando che lo schieramento pro carbone gode di massima visibilità mentre la posizione avversa, parte "debole", definizione del parroco stesso, non viene trattata allo stesso modo, da qui il dovere cristiano di portare l'informazione tra le persone anche con iniziative simili.
I membri del Coordinamento hanno risposto alle questioni sollevate ribadendo di non essere contro i lavoratori che ritengono giustamente preoccupati, ma contro Enel che sembra usare la loro preoccupazione, insieme alla minaccia di portare la centrale e gli investimenti connessi in Albania, quale arma di ricatto e di pressione sull'opinione pubbca.
Molto soddisfatte le persone presenti che hanno espresso la necessità di diffondere ulteriormente e capillarmente tutte le informazioni inerenti la questione per la formazione di una maggiore coscienza civica e un reale coinvolgimento democratico anche sotto il profilo decisionale oltre che vi sia un impegno maggiore del mondo sanitario polesano  nel monitoraggio e nella comunicazione dei dati epidemiologici relativi all'inquinamento.
Su di un paio di cose i convenuti hanno espresso un'opinione comune: il bisogno di rivedere gli stili di vita, sopratutto in un momento di crisi come questo, in relazione ai consumi energetici e sul fatto che le politiche di mercato che pongono il profitto davanti a tutto sono la causa saliente di forzature come quella sul carbone.
Don Mazzocco si è detto giustamente soddisfatto per l'esito della serata e si è ripromesso, anche per diffondere i concetto di bene comune che è il cuore del Sinodo Diocesano in corso, di proseguire sulla strada intrapresa.

Vanni Destro

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Commenti

Commento di: giannirizzato [ Membro ]
Avrei voluto essere presente anch'io...don Giuseppe Mazzocco, è a me caro, perchè siamo stati confratelli in seminario, e per 7 anni abbiamo condiviso gli studi e la vita di comunità. E' stato missionario in Brasile, per diversi anni. Sicuramente ha la stoffa del pioniere, e porterà frutti alle battaglie per la democrazia e l'ambiente. La situazione si stà evolvendo.
Ciao
   06.01.09 @ 17:27:59
Commento di: vanni destro [ Membro ]
Caro Gianni, don Giuseppe, come dici tu, è veramente una persona in gamba e coraggiosa, ma, come sempre purtroppo, chi tocca i fili (dell'Enel) e non si schiera con i portatori di interessi forti, muore.
Ho saputo che a causa della serata organizzata nella sua parrocchia ha ricevuro pressioni e critiche da altri parroci e, pare, addirittura dalla Curia.
Io sono un non credente, ma, in ogni caso, ho sempre stimato coloro che, credendo, mettono in pratica gli insegnamenti del Vangelo e la vera pratica cristiana fatta di attenzione per il prossimo ed impegno sociale.
Spero che il BENE COMUNE che viene posto come punto centrale dell'attuale Sinodo Diocesano non sia solo l'impegno di facciata sommerso da pavidità e da quel barcamenarsi che, a mio avviso, ma può darsi che mi sbagli, non dovrebbe albergare in chi si professa credente e, a maggior ragione, in chi si fa pastore di una comunità.
Don Giuseppe Mazzocco non ha timori nell'impegnarsi civilmente e socialmente, mi auguro che altri seguano il suo esempio e che la Chiesa sia davvero fonte di luce non inquinata.
   07.01.09 @ 01:46:51
Commento di: giannirizzato [ Membro ]
Caro Vanni,
io non credo più, nel dio dei padri, o meglio in quel dio che la gerarchia ecclesistica vuole i cattolici credano. Dopo un percorso lungo e travagliato, (che non è ancora finito e finirà solo colla morte), sono diventato ateo. Come anche tu constati, all'interno della Chiesa cattolica insistono più anime, eticamente parlando. Per questo motivo, era da preventivare, una presa di distanza da parte della Curia, dall'operato di don Giuseppe...era una cosa scontata. Però l'importante è, che si sia mossa quella parte più sveglia, intellettualmente parlando, che non teme il potere temporale, o almeno è disposta a contrastarlo, nel segno del "Vero" messaggio di Cristo, con il quale la Chiesa (la Curia) deve ancora fare i conti.
Se si è mossa la parte più onesta intellettualmente, significa che è in atto un processo sociale, quel processo che da tempo aspettavamo, e contro il quale i potentati nulla possono, se non soccombere o adeguarsi a nuovi scenari politico sociali. Pertanto in tutto ciò vedo una Speranza nuova, un vento forte di rinnovamento, forse lo Spirito Santo, che la chiesa chiama spesso in ballo, stà veramente operando, alla grande.
Un caro abbraccio tra atei, ma fratelli.
   07.01.09 @ 14:42:03

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