09 Ago 2010 - 17:40:10
di Paola Attanasio
8 agosto 2010
Sabato 7 agosto 2010.
Centrale Termoelettrica Federico II. Ore 20,30 circa. Nei dintorni durante il pomeriggio ha piovuto, quindi il cielo è stellato e l’aria è fresca e frizzante. La serata e il luogo sono proprio ad hoc per assistere ad un concerto di musica leggera! Il popolo vuvuzelante è sulla strada che porta all’interno della centrale, non ha il permesso di oltrepassare il cancello, oltre il quale un mostro sbuffante e impaziente attende l’inizio del tanto declamato show.
All’interno uno strepitoso palco, modello festivalbar, su cui si esibiranno le star della serata: la supplente di Cristicchi la signora Patty Pravo in primis, e Irene Grandi subito dopo. Intanto, nell’attesa del concerto, il ghigno sinistro di un pericoloso mostro che inghiotte carbone e sputa veleno, intrattiene chi già comincia ad entrare.
Probabilmente la vera faccia della Federico II non sono in tanti a conoscerla. Per alcuni, paradossalmente, la fabbrica di Cerano rappresenta la possibilità di una vita normale e decorosa, di avere famiglia, di crescere e mandare a scuola i propri figli, di fare qualche pazzia ogni tanto, di fare shopping, potendo permettersi anche un capo griffato per le occasioni speciali. Ma è possibile che un essere umano, per potersi permettere tutto questo, debba ogni giorno barattare la propria vita con la morte?
Cerano non perdona! Ti dà vita nello stesso momento in cui te la toglie!
Immagino gli operai come pile energetiche poste nel ventre del mostro, che impastati di carbone lo tengono in vita dandogli energia e vigore, fino a quando, ormai scarichi, vengono sostituiti con altri operai-pila nuovi. Cerano opportunista e assassina.
Per me, quindi, e per chi insieme a me stasera è giunto qui vuvuzelante e pieno di sdegno, Cerano è un orribile mostro, che offre ai suoi lavoratori solo l’utopia di una vita decente e condanna anche chi nella centrale non lavora, ma ha la sfortuna di vivere nelle vicinanze, avvelenando i frutti della terra e l’aria che respiriamo.
Intanto noi siamo in strada, vogliamo sabotare il concerto bugiardo; molti indossano una maglia nera con la scritta “no al carbone”, si ride, anche, e si scherza piacevolmente. Sono presenti delle donne che Cerano ha reso vedove ed altre persone a cui un tumore ha strappato dal loro abbraccio un familiare. Ci raccontano le loro esperienze, ci rendono partecipi del loro dolore. Sono lì, insieme a noi, a fischiare; è il loro unico modo per vendicare i loro defunti.
E poi, finalmente cominciano ad arrivare in macchina gli ospiti dell’evento.
Ci attiviamo immediatamente suonando vuvuzelas, fischietti e tamburelli; c’è chi sventola bandiere “no al carbone”, striscioni con slogan e rime divertenti. Un ragazzo ha il megafono e si cominciano ad intonare cori.
Molti di noi cercano di bloccare la fiumana di gente che arriva inesorabile, riuscendo a convincere molti a fare marcia indietro e tornarsene a casa. Molti dei ragazzi dell’associazione “NO al Carbone” cercano di spiegare, a coloro che si soffermano ad ascoltarci, il motivo per cui questa manifestazione è sbagliata e che una centrale termoelettrica non è certo il posto adatto per ascoltare musica! Molti decidono di tornarsene a casa, dopo tutto non se ne fregano niente della Pravo e della Grandi. Alcuni ci sorridono amaramente, quasi commiserandoci, altri sono imbarazzati dalla nostra forza e determinazione, eppure la maggior parte varca il cancello della centrale ad occhi bassi, decisi ad assistere al concerto (dopo tutto è pure gratis!).
S’intonano cori di vergogna per le famiglie che arrivano con passeggini e bambini: ”Vergogna ai genitori che ci portate i bambini!!!”
Molte donne sono incinta…!
Entrano tutti agghindati, super pettinati, eleganti e disinvolti nella bocca del mostro…
Stasera ho capito che siamo lontani anni luce dall’avere una mentalità ambientalista, chi decideva di non assistere al concerto, lo faceva quasi rinfacciandocelo (come ad averci fatto un favore) chi, invece, il concerto non se lo voleva proprio perdere non dimostrava alcuna sensibilità al problema ambientalista.
Un ragazzo per giustificare la sua decisione di assistere all’evento musicale ci ha esibito il suo tesserino di operaio dell’Ilva di Taranto, a significare che a lui, già intossicato fino alla punta dei capelli, un concerto a Cerano gli faceva solo il solletico! …e avrebbe avuto pure ragione, se non avesse avuto al seguito il figlio piccolo nel passeggino…
8 agosto 2010
Sabato 7 agosto 2010.
Centrale Termoelettrica Federico II. Ore 20,30 circa. Nei dintorni durante il pomeriggio ha piovuto, quindi il cielo è stellato e l’aria è fresca e frizzante. La serata e il luogo sono proprio ad hoc per assistere ad un concerto di musica leggera! Il popolo vuvuzelante è sulla strada che porta all’interno della centrale, non ha il permesso di oltrepassare il cancello, oltre il quale un mostro sbuffante e impaziente attende l’inizio del tanto declamato show.
All’interno uno strepitoso palco, modello festivalbar, su cui si esibiranno le star della serata: la supplente di Cristicchi la signora Patty Pravo in primis, e Irene Grandi subito dopo. Intanto, nell’attesa del concerto, il ghigno sinistro di un pericoloso mostro che inghiotte carbone e sputa veleno, intrattiene chi già comincia ad entrare.
Probabilmente la vera faccia della Federico II non sono in tanti a conoscerla. Per alcuni, paradossalmente, la fabbrica di Cerano rappresenta la possibilità di una vita normale e decorosa, di avere famiglia, di crescere e mandare a scuola i propri figli, di fare qualche pazzia ogni tanto, di fare shopping, potendo permettersi anche un capo griffato per le occasioni speciali. Ma è possibile che un essere umano, per potersi permettere tutto questo, debba ogni giorno barattare la propria vita con la morte?
Cerano non perdona! Ti dà vita nello stesso momento in cui te la toglie!
Immagino gli operai come pile energetiche poste nel ventre del mostro, che impastati di carbone lo tengono in vita dandogli energia e vigore, fino a quando, ormai scarichi, vengono sostituiti con altri operai-pila nuovi. Cerano opportunista e assassina.
Per me, quindi, e per chi insieme a me stasera è giunto qui vuvuzelante e pieno di sdegno, Cerano è un orribile mostro, che offre ai suoi lavoratori solo l’utopia di una vita decente e condanna anche chi nella centrale non lavora, ma ha la sfortuna di vivere nelle vicinanze, avvelenando i frutti della terra e l’aria che respiriamo.
Intanto noi siamo in strada, vogliamo sabotare il concerto bugiardo; molti indossano una maglia nera con la scritta “no al carbone”, si ride, anche, e si scherza piacevolmente. Sono presenti delle donne che Cerano ha reso vedove ed altre persone a cui un tumore ha strappato dal loro abbraccio un familiare. Ci raccontano le loro esperienze, ci rendono partecipi del loro dolore. Sono lì, insieme a noi, a fischiare; è il loro unico modo per vendicare i loro defunti.
E poi, finalmente cominciano ad arrivare in macchina gli ospiti dell’evento.
Ci attiviamo immediatamente suonando vuvuzelas, fischietti e tamburelli; c’è chi sventola bandiere “no al carbone”, striscioni con slogan e rime divertenti. Un ragazzo ha il megafono e si cominciano ad intonare cori.
Molti di noi cercano di bloccare la fiumana di gente che arriva inesorabile, riuscendo a convincere molti a fare marcia indietro e tornarsene a casa. Molti dei ragazzi dell’associazione “NO al Carbone” cercano di spiegare, a coloro che si soffermano ad ascoltarci, il motivo per cui questa manifestazione è sbagliata e che una centrale termoelettrica non è certo il posto adatto per ascoltare musica! Molti decidono di tornarsene a casa, dopo tutto non se ne fregano niente della Pravo e della Grandi. Alcuni ci sorridono amaramente, quasi commiserandoci, altri sono imbarazzati dalla nostra forza e determinazione, eppure la maggior parte varca il cancello della centrale ad occhi bassi, decisi ad assistere al concerto (dopo tutto è pure gratis!).
S’intonano cori di vergogna per le famiglie che arrivano con passeggini e bambini: ”Vergogna ai genitori che ci portate i bambini!!!”
Molte donne sono incinta…!
Entrano tutti agghindati, super pettinati, eleganti e disinvolti nella bocca del mostro…
Stasera ho capito che siamo lontani anni luce dall’avere una mentalità ambientalista, chi decideva di non assistere al concerto, lo faceva quasi rinfacciandocelo (come ad averci fatto un favore) chi, invece, il concerto non se lo voleva proprio perdere non dimostrava alcuna sensibilità al problema ambientalista.
Un ragazzo per giustificare la sua decisione di assistere all’evento musicale ci ha esibito il suo tesserino di operaio dell’Ilva di Taranto, a significare che a lui, già intossicato fino alla punta dei capelli, un concerto a Cerano gli faceva solo il solletico! …e avrebbe avuto pure ragione, se non avesse avuto al seguito il figlio piccolo nel passeggino…
Sindicazione
28.07.11 @ 12:01:01
da gigetto portotollese
vi faro avere dati interessanti preso. ...
28.07.11 @ 11:55:42
da gigetto portotollese
vi date ragione tra di voi ...
28.07.11 @ 11:45:14
da gigetto portotollese
grazie a Vanni per l'utilissima sintesi ...
15.07.11 @ 10:19:21
da sere.
se fate la maglietta "no al ...
14.07.11 @ 04:23:32
da giovanna