23 Dic 2009 - 03:39:21
Che il vertice del clima di Copenhagen sia stato un fallimento è incontrovertibile.
Gli interessi contrapposti dell'Occidente sviluppato economicamente e dei Paesi che si stanno affacciando alla ribalta dell'economia planetaria come Cina, India, Sudafrica e Brasile hanno fatto da "tappo" ad un accordo vero, e quantomai necessario, sulle emissioni serra che devono essere limitate, meglio sarebbe azzerate, nel più breve tempo possibile pena i disastri ambiental dei quali già abbiamo avuto la terrificante avvisaglia negli anni recenti.
A Copenhagen c'è stato un "accordicchio" di facciata.
D'altronde è anche comprensibile che i Paesi in via di sviluppo siano recalcitranti e chiedano maggior impegno ai Paesi occidentali.
La considerazione non è banalmente terzomondista, ma si basa sul fatto che la saturazione di gas serra nell'atmosfera è da imputarsi prevalentemente all'economia industriale degli USA, dell'Europa e dei Paesi che compongono il cosidetto "primo mondo" che, fin dall'inizio della rivoluzione industriale, e in maniera più pesante nel secondo dopoguerra, hanno massicciamente fatto ricorso ai combustibili fossili che dei gas serra non riassorbibili in natura sono i principali responsabili.
Inoltre gli investimenti produttivi in India, Cina e nei Paesi della nuova economia globalizzata sono per il 75 % circa occidentali e sono stati spostati li per i bassi costi del lavoro e gli inesistenti vincoli, e quindi zero costi, in materia di tutela e rispetto ambientali.
Se si volesse davvero fermare questa deriva bisognebbe far gravare pesantemente i costi delle emissioni di gas serra sulle attività che maggiormente ne producono, ma le lobbyes industriali tengono saldamente in pugno i politici, anche i più potenti, dell'intero pianeta e contribuiscono con denari sonanti al loro mantenimento al potere ed è quindi difficile che il cane da guardia si rivolti al padrone.
In mezzo ci sono miliardi di persone che subiscono e subiranno con frequenza saliente fenomeni atmosferici inaspettati e devastanti come tsunami, uragani, inondazioni, desertificazione (a proposito di desertificazione il Nordest italiano, Polesine compreso, è tra le aree maggiormente indiziate del fenomeno per un futuro prossimo).
Questa è la lobby che dovrebbe avere priorità nelle decisioni dei potenti.
Per ora, purtroppo, si rimanda, si procrastina e forse i tempi limite per porre rimedio sono già passati.
Ci sono, infine, i negazionisti del clima e i minimizzatori molto economicamente interessati che gioiscono per il fallimento del summit danese.
Costoro dicono che in fondo la CO2 emessa dall'uomo è solo il 4 % del totale.
Già, su 28 miliardi di tonnellate annue sono "solo" 1 miliardo e 120 milioni di tonnellate che la natura non rielabora o assorbe.
Sarebbe come se in una vasca con scarico libero si versasse un litro d'acqua all'anno, ma se ne scaricassero solo 96 centilitri e i 4 centllitri che rimangono ogni anno si accumulaassero con i precedenti non scaricati fino alla tracimazione.
Coi gas serra siamo già alla tracimazione e a bagnarsi saranno anche quelli che negano, minimizzano o distolgono lo sguardo.
Vanni Destro
Liste civiche per il Polesine
Gli interessi contrapposti dell'Occidente sviluppato economicamente e dei Paesi che si stanno affacciando alla ribalta dell'economia planetaria come Cina, India, Sudafrica e Brasile hanno fatto da "tappo" ad un accordo vero, e quantomai necessario, sulle emissioni serra che devono essere limitate, meglio sarebbe azzerate, nel più breve tempo possibile pena i disastri ambiental dei quali già abbiamo avuto la terrificante avvisaglia negli anni recenti.
A Copenhagen c'è stato un "accordicchio" di facciata.
D'altronde è anche comprensibile che i Paesi in via di sviluppo siano recalcitranti e chiedano maggior impegno ai Paesi occidentali.
La considerazione non è banalmente terzomondista, ma si basa sul fatto che la saturazione di gas serra nell'atmosfera è da imputarsi prevalentemente all'economia industriale degli USA, dell'Europa e dei Paesi che compongono il cosidetto "primo mondo" che, fin dall'inizio della rivoluzione industriale, e in maniera più pesante nel secondo dopoguerra, hanno massicciamente fatto ricorso ai combustibili fossili che dei gas serra non riassorbibili in natura sono i principali responsabili.
Inoltre gli investimenti produttivi in India, Cina e nei Paesi della nuova economia globalizzata sono per il 75 % circa occidentali e sono stati spostati li per i bassi costi del lavoro e gli inesistenti vincoli, e quindi zero costi, in materia di tutela e rispetto ambientali.
Se si volesse davvero fermare questa deriva bisognebbe far gravare pesantemente i costi delle emissioni di gas serra sulle attività che maggiormente ne producono, ma le lobbyes industriali tengono saldamente in pugno i politici, anche i più potenti, dell'intero pianeta e contribuiscono con denari sonanti al loro mantenimento al potere ed è quindi difficile che il cane da guardia si rivolti al padrone.
In mezzo ci sono miliardi di persone che subiscono e subiranno con frequenza saliente fenomeni atmosferici inaspettati e devastanti come tsunami, uragani, inondazioni, desertificazione (a proposito di desertificazione il Nordest italiano, Polesine compreso, è tra le aree maggiormente indiziate del fenomeno per un futuro prossimo).
Questa è la lobby che dovrebbe avere priorità nelle decisioni dei potenti.
Per ora, purtroppo, si rimanda, si procrastina e forse i tempi limite per porre rimedio sono già passati.
Ci sono, infine, i negazionisti del clima e i minimizzatori molto economicamente interessati che gioiscono per il fallimento del summit danese.
Costoro dicono che in fondo la CO2 emessa dall'uomo è solo il 4 % del totale.
Già, su 28 miliardi di tonnellate annue sono "solo" 1 miliardo e 120 milioni di tonnellate che la natura non rielabora o assorbe.
Sarebbe come se in una vasca con scarico libero si versasse un litro d'acqua all'anno, ma se ne scaricassero solo 96 centilitri e i 4 centllitri che rimangono ogni anno si accumulaassero con i precedenti non scaricati fino alla tracimazione.
Coi gas serra siamo già alla tracimazione e a bagnarsi saranno anche quelli che negano, minimizzano o distolgono lo sguardo.
Vanni Destro
Liste civiche per il Polesine
Sindicazione
28.07.11 @ 12:01:01
da gigetto portotollese
vi faro avere dati interessanti preso. ...
28.07.11 @ 11:55:42
da gigetto portotollese
vi date ragione tra di voi ...
28.07.11 @ 11:45:14
da gigetto portotollese
grazie a Vanni per l'utilissima sintesi ...
15.07.11 @ 10:19:21
da sere.
se fate la maglietta "no al ...
14.07.11 @ 04:23:32
da giovanna