13 Gen 2009 - 02:29:26
Lotto alto Adriatico: estrazioni perdenti
Certo che la vita è proprio strana.Un sacco di politici, imprenditori e fauna varia impegnata a vario titolo e livello a far morire il Polesine e, di colpo, arriva la soluzione finale.Tra carbone ENEL, Terminal Gasiero, cementificazione del territorio, centrali varie a turbogas, biomasse e biocombustibili, autostrade inutili e collegamenti viari diversi spaccare il territorio e varie altre decine di insediamenti pericolosi c’è tutta una casta votata al profitto senza scrupoli che era seriamente intenzionata a minare l’ambiente e la salute in questa striscia di terra tra Adige e Po e, d’improvviso, rispunta come in un mantra stantio la storia delle estrazioni di gas metano in alto Adriatico.
Quelle stesse estrazioni che erano state bloccate negli anni sessanta perché provocavano il fenomeno della subsidenza, lo sprofondamento del territorio, che è ben visibile sulle coste ravennati, dove le estrazioni sono continuate ed hanno sottratto decine e decine di metri alla terra in favore del mare.
Il nefasto Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, già Ministro dell’Interno durante le drammatiche giornate del G8 di Genova nel 2001, costretto a dimettersi poco dopo per aver definito il giuslavorista Marco Biagi, appena ucciso dalle BR, un “rompicoglioni”, dispone, con l’assenso del Consiglio dei Ministri nella sua interezza, che le estrazioni di gas in alto Adriatico riprendano.
A lui va il plauso dell’Amministratore Delegato di ENI Paolo Scaroni, lo stesso che come A.D. di ENEL era stato condannato nel processo di Adria nel 2006 per inquinamento ambientale della centrale di Polesine camerini, che non vede l’ora di accaparrarsi i giacimenti di gas metano. Sembra quasi che Scaroni abbia una questione personale aperta col Polesine.
Anche un polesano d.o.c. come il Vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia Antonio Costato si dichiara favorevole alle estrazioni.
Ho sempre pensato che in qualità di presidente di Grandi Molini Italiani Antonio Costato fosse più conoscitore di farina che di energia e la conferma arriva dal fatto che, come riportano i quotidiani, lui asserisca che esistono le tecniche per evitare la subsidenza.
Può darsi che intenda riferirsi alla possibilità, molto remota allo stato delle ricerche, di pompare la CO2 prodotta dalla centrale ENEL alimentata a carbone nelle cavità che contengono attualmente il gas metano, ma, come ho detto, nella migliore delle ipotesi si tratterà di aspettare una ventina d’anni per avere a disposizione la tecnologia necessaria.
Intanto la subsidenza avrà fatto sprofondare la centrale ENEL e buona parte dell’area deltizia, costringerà ad interventi continui sul gasdotto che dal Terminal gasiero va a Minerbio e avrà costretto gli abitanti della zona ad andarsene o a prepararsi a vivere su palafitte come nella preistoria.
E i danni non saranno limitati al solo Delta, ma si stenderanno alle strutture d’ogni genere su una larga fetta del Polesine e delle Province limitrofe.
L’impegno di tutti è auspicabile perché si eviti una follia del genere, ma dovrebbe servire anche da monito a riflettere per quelli che, occupando posti di potere e responsabilità, ora si oppongono all’ipotesi estrazioni.
Se la scelta è quella di preservare e far vivere il Polesine, opporsi a tale ipotesi non basta, ma vanno riviste anche le politiche che vorrebbero questo territorio invaso da qualsivoglia porcheria in nome di un’errata e passatista idea di sviluppo.
Speriamo che sulla ruota del Polesine e dell’intero Paese si estragga finalmente la pallina della saggezza.
Vanni Destro
Certo che la vita è proprio strana.Un sacco di politici, imprenditori e fauna varia impegnata a vario titolo e livello a far morire il Polesine e, di colpo, arriva la soluzione finale.Tra carbone ENEL, Terminal Gasiero, cementificazione del territorio, centrali varie a turbogas, biomasse e biocombustibili, autostrade inutili e collegamenti viari diversi spaccare il territorio e varie altre decine di insediamenti pericolosi c’è tutta una casta votata al profitto senza scrupoli che era seriamente intenzionata a minare l’ambiente e la salute in questa striscia di terra tra Adige e Po e, d’improvviso, rispunta come in un mantra stantio la storia delle estrazioni di gas metano in alto Adriatico.
Quelle stesse estrazioni che erano state bloccate negli anni sessanta perché provocavano il fenomeno della subsidenza, lo sprofondamento del territorio, che è ben visibile sulle coste ravennati, dove le estrazioni sono continuate ed hanno sottratto decine e decine di metri alla terra in favore del mare.
Il nefasto Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, già Ministro dell’Interno durante le drammatiche giornate del G8 di Genova nel 2001, costretto a dimettersi poco dopo per aver definito il giuslavorista Marco Biagi, appena ucciso dalle BR, un “rompicoglioni”, dispone, con l’assenso del Consiglio dei Ministri nella sua interezza, che le estrazioni di gas in alto Adriatico riprendano.
A lui va il plauso dell’Amministratore Delegato di ENI Paolo Scaroni, lo stesso che come A.D. di ENEL era stato condannato nel processo di Adria nel 2006 per inquinamento ambientale della centrale di Polesine camerini, che non vede l’ora di accaparrarsi i giacimenti di gas metano. Sembra quasi che Scaroni abbia una questione personale aperta col Polesine.
Anche un polesano d.o.c. come il Vicepresidente di Confindustria con delega all’Energia Antonio Costato si dichiara favorevole alle estrazioni.
Ho sempre pensato che in qualità di presidente di Grandi Molini Italiani Antonio Costato fosse più conoscitore di farina che di energia e la conferma arriva dal fatto che, come riportano i quotidiani, lui asserisca che esistono le tecniche per evitare la subsidenza.
Può darsi che intenda riferirsi alla possibilità, molto remota allo stato delle ricerche, di pompare la CO2 prodotta dalla centrale ENEL alimentata a carbone nelle cavità che contengono attualmente il gas metano, ma, come ho detto, nella migliore delle ipotesi si tratterà di aspettare una ventina d’anni per avere a disposizione la tecnologia necessaria.
Intanto la subsidenza avrà fatto sprofondare la centrale ENEL e buona parte dell’area deltizia, costringerà ad interventi continui sul gasdotto che dal Terminal gasiero va a Minerbio e avrà costretto gli abitanti della zona ad andarsene o a prepararsi a vivere su palafitte come nella preistoria.
E i danni non saranno limitati al solo Delta, ma si stenderanno alle strutture d’ogni genere su una larga fetta del Polesine e delle Province limitrofe.
L’impegno di tutti è auspicabile perché si eviti una follia del genere, ma dovrebbe servire anche da monito a riflettere per quelli che, occupando posti di potere e responsabilità, ora si oppongono all’ipotesi estrazioni.
Se la scelta è quella di preservare e far vivere il Polesine, opporsi a tale ipotesi non basta, ma vanno riviste anche le politiche che vorrebbero questo territorio invaso da qualsivoglia porcheria in nome di un’errata e passatista idea di sviluppo.
Speriamo che sulla ruota del Polesine e dell’intero Paese si estragga finalmente la pallina della saggezza.
Vanni Destro
Sindicazione
28.07.11 @ 12:01:01
da gigetto portotollese
vi faro avere dati interessanti preso. ...
28.07.11 @ 11:55:42
da gigetto portotollese
vi date ragione tra di voi ...
28.07.11 @ 11:45:14
da gigetto portotollese
grazie a Vanni per l'utilissima sintesi ...
15.07.11 @ 10:19:21
da sere.
se fate la maglietta "no al ...
14.07.11 @ 04:23:32
da giovanna