11 Ago 2011
Il referendum del 12 e 13 giugno 2011 hanno spazzato via i dubbi di
quale fosse la volontà degli italiani relativamente alla
reintroduzione del nucleare in Italia.
La democrazia energetica si è espressa in pieno e ha ricacciato nei
loro antri i mostri dell'atomo assassino che troppe volte ha colpito
in varie parti del pianeta attraverso la complicità delle lobbies del
profitto e dei loro fiancheggiatori politici.
Ora è il tempo di dare un senso all'espressione di voto dei milioni di
italiani, è il tempo di scelte chiare che questo refendum impone.
In Italia non abbiamo bisogno di nuove grandi centrali elettriche, ma
di decisioni lungimiranti che portino il più possibile verso
l'autosufficienza energetica.
Chi prima voleva imporci il nucleare ora dispiana l'arsenale mediatico
in favore dei combustibili fossili spergiurando su costi abbassati da
mix delle fonti energetiche (fossili), garantendo su nuove e
mirabolanti tecnologie che risolveranno ogni problema rispetto agli
inquinanti o ai climalteranti emessi nella combustione delle stesse.
Gli italiani non devono compiere l'errore di lasciar fare la politica
energetica al terribile ambo industria-governi, ma devono indicare e,
se necessità, imporre, una visione nuova, fatta di risparmio,
efficienza e uso sempre più massiccio delle fonti rinnovabili vere,
non del combustibile da rifiuti, per capirci.
Va fatta una pianificazione rigorosa che indichi l'esistente, gli
obiettivi futuri e le strade e i mezzi più adeguati per raggiungerli.
Abbiamo miniere di sole, pozzi di vento, giacimenti di fiumi e mari e
tanto altro ancora per produrre energia pulita.
Importiamo ogni goccia di petrolio, ogni alito di gas, ogni singolo
pezzo di carbone che bruciamo per produrre energia sporca e
inquinante.
Paghiamo pesanti tributi in permessi di emissione e onerose sanzioni
per il mancato rispetto degli accordi europei del 20-20-20 e
l'aggravio sarà ancor più oneroso in futuro se non sapremo cambiare
rotta.
Il 9 luglio 2011 a Roma si sono riuniti i comitati di tutto il
territorio nazionale che hanno promosso e sostenuto la campagna
referendaria contro il nucleare e, in assemblea, si è deciso di dar
vita ad un FORUM ENERGIA nazionale per la promozione delle rinnovabili
e la riduzione progressiva dei combustibili fossili.
Ora il nucleare si chiama carbone "pulito" e gli avanposti della
battaglia contro questa minaccia sono Savona, Brindisi, Rossano
Calabro, Gualdo Cattaneo, Porto Tolle e Molti altri ancora.
Per questo il primo atto politico del nuovo forum sarà a Porto Tolle,
nel Parco del Delta del Po, ecosistema fragile e ricco di
biodiversità, contro la riconversione a carbone della centrale Enel a
olio colmbustibile voluta con tanta arroganza da imporre modifiche
legislative, dedicare appositi decreti legge o introdurre
surretiziamente articol appositi nella legge finanziaria del 2012,
imporre ricatti lavoro-salute.
Il primo atto deciso sarà contro questo ecomostro che emetterebbe 10
milioni e mezzo di tonnellate di CO2 (la città di Milano ne produce
2,4 milioni per fare le proporzioni) e migliaia di tonnellate di
ossidi di zolfo e azoto, polveri sottili e ultrasottili che andranno a
pregiudicare l'ambiente, la salute e le potenzialità economiche
vocazionali nei territori circostanti che fanno parte di un'area del
mondo, la Pianura Padana, che è già tra le sei più pesantemente
inquinate.
Ad ottobre 2011 si terrà la prima manifestazione nazionale per le
fonti rinnovabili e contro i combustibili e sarà contro questo simbolo
di estrema devastazione.
Siamo certi che la partecipazione di chiunque abbia a cuore le sorti
di questo Paese e del pianeta intero sarà massima.
Vanni Destro

Sindicazione
28.07.11 @ 12:01:01
da gigetto portotollese
vi faro avere dati interessanti preso. ...
28.07.11 @ 11:55:42
da gigetto portotollese
vi date ragione tra di voi ...
28.07.11 @ 11:45:14
da gigetto portotollese
grazie a Vanni per l'utilissima sintesi ...
15.07.11 @ 10:19:21
da sere.
se fate la maglietta "no al ...
14.07.11 @ 04:23:32
da giovanna