08 Dic 2008 - 21:00:38
Al ridotto del Teatro Sociale è andato ieri in scena l’inciucio carbonaro bipartisan tra R.Marangon e C.A.Azzi.
Di Marangon in fondo c’è poco da dire vista la lunga militanza tra le file di coloro che hanno sempre aperto ad ogni schifezza di cui fosse proposto l’insediamento in Polesine, anzi dico che è un esempio di coerenza perfetto in questo senso.
Coerenza negativa mista a battute da bar, ammiccamenti, lavoro costante e opaco dietro le quinte della politica, questo è Marangon e nemmeno sembra ci tenga ad apparire diverso: il prodotto perfetto di quella democristianità che ha fatto le fortune e, molto più spesso, le sfortune del nostro Paese.
C.A.Azzi, invece, procede sempre più nella deriva di vergognosa incoerenza.
Il segretario dei DS C.A.Azzi nell’ottobre del 2004, in piena campagna elettorale per le regionali. proponeva, l’ “immediata chiusura dell'impianto di Polesine Camerini in caso di conferma della proposta per l'alimentazione a carbone da parte di ENEL spa”.
Alla testa di un Supercomitato comprendente il suo partito di allora sosteneva il no al carbone, al rigassificatore e al polo energetico ne Delta del PO.
Ma a nome di chi parla Azzi?
Moltissimi esponenti del suo attuale partito, dalla Coordinatrice comunale del PD di Rovigo Cinzia .Sivier fino a quella del PD Adriese Caterina Zanetti passando per il Vicesindaco di Rovigo Azzalin e il suo compagno di Giunta Frigato risultano tra i numerosissimi firmatari della petizione del Coordinamento dei comitati a difesa della salute e dell’ambiente che dice no al carbone in Polesine.
Avanti Savoia…
Tanto rumore per nulla, direbbe Shakespeare.
Tra squilli e fanfare dei pro carbone, certi della deliberazione positiva, il 4 dicembre doveva essere discussa, in sede di Commissione VIA nazionale, quella creata ad hoc dalla Prestigiacomo con tutti i fondi di magazzino delle società interessate ad avere pareri favorevoli dalla medesima, Enel in testa con la signora Cinzia Albertazzi già vice Direttore Generale di Rusenergosbyt, joint venture di Enel ed ESN, operante a Mosca nel settore del trading, la riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle e la costruzione di un paio di turbogas, a Loreo e Cona, ed invece, come per miracolo, il punto viene stralciato dall’attuale ordine del giorno e neppure viene indicata una data prossima per l’eventuale discussione.
Cos’è successo?
Sembra che anche qui, come per il parere alla VIA regionale, che è di fatto bloccata, la Procura della Repubblica di Rovigo sia intervenuta con il famoso rapporto redatto dagli esperti dalla stessa incaricati e che avrebbe dato origine alle 23 famose domande alle quali Enel non pare in grado di dare soddisfacenti risposte e che tenterebbe di aggirare forzando tempi e decisioni probabilmente temendo che, com'è cambiata in Europa e negli USA, l'aria cambi anche qui e il carbone venga bandito.
Appare infatti strano e non rituale che la Commissione VIA nazionale si esprima precedentemente alla sua omologa regionale e quest’ultimo parere si direbbe lontano da venire.
Possiamo dire che le deduzioni degli esperti nominati dalla Procura, che ricordiamo essere gli stessi che hanno permesso la condanna dei vertici Enel per inquinamento ambientale nel 2006 presso il Tribunale di Adria, nonché il fascicolo aperto sulla vicenda dalla Procura stessa stanno facendo muovere con somma cautela i pur griffati, nel senso che hanno un marchio preciso stampato sui curriculum, commissari.
Maledetti giudici, dirà qualcuno.
Noi diciamo che la legge va rispettata e che i giudici fanno soltanto il loro mestiere.
Oggi è un giorno positivo per chi pensa che il Polesine non debba diventare un polo energetico, ma la lotta è ancora lunga.
Certo che giocarla ad armi pari, e cioè con dei media non schierati e disponibili a dare spazio equo alle varie posizioni senza favorire, come stanno facendo ora, solo i pro carbone e pro polo energetico, probabilmente la partita sarebbe già chiusa.
Come la centrale di Porto Tolle.
Di Marangon in fondo c’è poco da dire vista la lunga militanza tra le file di coloro che hanno sempre aperto ad ogni schifezza di cui fosse proposto l’insediamento in Polesine, anzi dico che è un esempio di coerenza perfetto in questo senso.
Coerenza negativa mista a battute da bar, ammiccamenti, lavoro costante e opaco dietro le quinte della politica, questo è Marangon e nemmeno sembra ci tenga ad apparire diverso: il prodotto perfetto di quella democristianità che ha fatto le fortune e, molto più spesso, le sfortune del nostro Paese.
C.A.Azzi, invece, procede sempre più nella deriva di vergognosa incoerenza.
Il segretario dei DS C.A.Azzi nell’ottobre del 2004, in piena campagna elettorale per le regionali. proponeva, l’ “immediata chiusura dell'impianto di Polesine Camerini in caso di conferma della proposta per l'alimentazione a carbone da parte di ENEL spa”.
Alla testa di un Supercomitato comprendente il suo partito di allora sosteneva il no al carbone, al rigassificatore e al polo energetico ne Delta del PO.
Ancora nel 2006 sprecando fiato e voce in Consiglio regionale rivolgendosi alla Giunta del governatore Galan, ha rilanciato la questione della centrale di Polesine Camerini chiedendo quali iniziative s'intendessero prendere nei confronti dell'Enel che nella centrale del Delta del Po continuava a glissare su norme e leggi relative all'inquinamento e alla salvaguardia della salute pubblica nonostante la recente condanna del Tribunale di Adria.
Poi, come Francesca Neri nella pubblicità di qualche anno fa, ha cambiato idea.
E non si capisce come mai, se non in nomine carbonem, il signor C.A.Azzi. a maggio del 2008 proponeva, in Consiglio Regionale, un emendamento per “l’interpretazione autentica” dell’art. 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po, quello che dice metano, combustibili meno inquinanti o nada..
Adesso si schiera apertamente per il carbone adducendo le solite motivazioni da colonizzato economico senza capacità di idee autonome in fatto di sviluppo per il Polesine.Poi, come Francesca Neri nella pubblicità di qualche anno fa, ha cambiato idea.
E non si capisce come mai, se non in nomine carbonem, il signor C.A.Azzi. a maggio del 2008 proponeva, in Consiglio Regionale, un emendamento per “l’interpretazione autentica” dell’art. 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po, quello che dice metano, combustibili meno inquinanti o nada..
Ma a nome di chi parla Azzi?
Moltissimi esponenti del suo attuale partito, dalla Coordinatrice comunale del PD di Rovigo Cinzia .Sivier fino a quella del PD Adriese Caterina Zanetti passando per il Vicesindaco di Rovigo Azzalin e il suo compagno di Giunta Frigato risultano tra i numerosissimi firmatari della petizione del Coordinamento dei comitati a difesa della salute e dell’ambiente che dice no al carbone in Polesine.
Avanti Savoia…
Tanto rumore per nulla, direbbe Shakespeare.
Tra squilli e fanfare dei pro carbone, certi della deliberazione positiva, il 4 dicembre doveva essere discussa, in sede di Commissione VIA nazionale, quella creata ad hoc dalla Prestigiacomo con tutti i fondi di magazzino delle società interessate ad avere pareri favorevoli dalla medesima, Enel in testa con la signora Cinzia Albertazzi già vice Direttore Generale di Rusenergosbyt, joint venture di Enel ed ESN, operante a Mosca nel settore del trading, la riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle e la costruzione di un paio di turbogas, a Loreo e Cona, ed invece, come per miracolo, il punto viene stralciato dall’attuale ordine del giorno e neppure viene indicata una data prossima per l’eventuale discussione.
Cos’è successo?
Sembra che anche qui, come per il parere alla VIA regionale, che è di fatto bloccata, la Procura della Repubblica di Rovigo sia intervenuta con il famoso rapporto redatto dagli esperti dalla stessa incaricati e che avrebbe dato origine alle 23 famose domande alle quali Enel non pare in grado di dare soddisfacenti risposte e che tenterebbe di aggirare forzando tempi e decisioni probabilmente temendo che, com'è cambiata in Europa e negli USA, l'aria cambi anche qui e il carbone venga bandito.
Appare infatti strano e non rituale che la Commissione VIA nazionale si esprima precedentemente alla sua omologa regionale e quest’ultimo parere si direbbe lontano da venire.
Possiamo dire che le deduzioni degli esperti nominati dalla Procura, che ricordiamo essere gli stessi che hanno permesso la condanna dei vertici Enel per inquinamento ambientale nel 2006 presso il Tribunale di Adria, nonché il fascicolo aperto sulla vicenda dalla Procura stessa stanno facendo muovere con somma cautela i pur griffati, nel senso che hanno un marchio preciso stampato sui curriculum, commissari.
Maledetti giudici, dirà qualcuno.
Noi diciamo che la legge va rispettata e che i giudici fanno soltanto il loro mestiere.
Oggi è un giorno positivo per chi pensa che il Polesine non debba diventare un polo energetico, ma la lotta è ancora lunga.
Certo che giocarla ad armi pari, e cioè con dei media non schierati e disponibili a dare spazio equo alle varie posizioni senza favorire, come stanno facendo ora, solo i pro carbone e pro polo energetico, probabilmente la partita sarebbe già chiusa.
Come la centrale di Porto Tolle.
Sindicazione
28.07.11 @ 12:01:01
da gigetto portotollese
vi faro avere dati interessanti preso. ...
28.07.11 @ 11:55:42
da gigetto portotollese
vi date ragione tra di voi ...
28.07.11 @ 11:45:14
da gigetto portotollese
grazie a Vanni per l'utilissima sintesi ...
15.07.11 @ 10:19:21
da sere.
se fate la maglietta "no al ...
14.07.11 @ 04:23:32
da giovanna