Ulss 19, stanno tutti Dal Ben. O quasi
01 Ott 2009 - 12:47:58
  dalla Voce di Rovigo del 30 settembre 2009

ADRIA - Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’Ulss 19 fa il punto sulla sua esperienza alla guida dell’azienda sanitaria bassopolesana.



La situazione sanitaria ad Adria e nel suo territorio comunale si può definire tranquilla e sotto controllo?
“Il bilancio sanitario di una popolazione rappresenta un’operazione assai complessa, che coinvolge diversi aspetti, organi ed istituzioni della società, fino al singolo cittadino ed alla sua personale percezione. In senso tecnico, le aziende sanitarie utilizzano, per le loro valutazioni, una serie di indicatori epidemiologici riconducibili fondamentalmente: al numero di decessi, alla loro causa e all’età dell’evento, al numero e alla tipologia delle malattie che insorgono in quella popolazione, agli interventi di prevenzione messi in campo per contrastarle e alle misure assistenziali. Da un’analisi dei dati ufficiali prodotti dal servizio epidemiologico regionale, dal registro tumori della Regione e da quelli trasmessi, sempre dalla Regione, con i report di attività, si deduce una situazione sanitaria complessivamente in linea con quella media regionale con l’eccezione più evidente di un numero più elevato di malattie neoplastiche, soprattutto attribuibili al carcinoma del polmone, limitatamente ai soggetti di sesso maschile; il fenomeno è riscontrabile da qualche decennio sia sopra che sotto il Delta del Po. Secondo una valutazione basata sul numero degli anni perduti va segnalato il problema degli incidenti automobilistici, come per il resto della regione. In termini di analisi del rischio e di prevenzione, accanto ad alcune eccellenze, presenti soprattutto in ambito vaccinale e di promozione di corretti stili di vita, è necessario un impegno di varie amministrazioni e dell’intera società per un miglioramento delle abitudini alimentari e la promozione dell’attività fisica, per una riduzione del consumo di alcool e dell’abitudine al fumo di tabacco, per un miglioramento della qualità dell’aria nell’intero bacino padano e per la ricerca di acque da destinare alla potabilizzazione di qualità migliore della materia prima attualmente utilizzata”.
Influenza suina: con l'apertura delle scuole la situazione sanitaria è a posto. Ci sono previsioni di interventi nel caso di pandemia?
“La situazione sanitaria nelle scuole locali non presenta attualmente alcuna criticità. Se le previsioni per la prossima pandemia troveranno conferma, assisteremo per un periodo, che gli esperti attualmente collocano tra la seconda metà del mese di dicembre e la prima metà del mese di gennaio, a un numero elevato di ammalati di ‘nuova influenza’ anche nella popolazione locale: la popolazione scolastica, ancor più in ragione della giovane età, è prevedibile che verrà interessata, a meno che non venga reso per tempo disponibile uno specifico efficace vaccino. L’Ulss 19, seguendo le indicazioni ministeriali e regionali, si sta preparando alle prossime campagne vaccinali, all’informazione alla popolazione, all’assistenza agli ammalati”.
E in caso di pandemia nello specifico che farà?
“In caso di pandemia adotterà, anche nei confronti delle scuole, quelle posizioni che i suoi tecnici e le indicazioni ministeriali e regionali individueranno come maggiormente adeguate”.
L’operatività del volontariato ad Adria è fiorente. Aiuta e favorisce iniziative per raggiungere anche gli obiettivi dell'azienda sanitaria locale?
“Il ruolo del volontariato sta divenendo sempre più risorsa importante e strategica nella programmazione dei servizi relativi al benessere personale e collettivo dei cittadini, in quanto rappresentante autorevole e significativo della società civile. Un’attività diffusa anche qui in Basso Polesine dove, dall’inizio del mio mandato, ho cercato di avere un rapporto più diretto con le associazioni di volontariato presenti nel nostro territorio. Una delle prime azioni è stata indire periodicamente la Conferenza dei servizi, la prima il 15 aprile 2008, aperta a tutte le associazioni di volontariato e gli organismi di tutela operanti nel Basso Polesine in campo socio-sanitario ed iscritte al registro regionale del volontariato. A tutt’oggi ne abbiamo indette cinque, con ordine del giorno costruito assieme ai volontari e comunque aperto ai loro interventi. La collaborazione si è rafforzata delineando azioni specifiche per incrementare l’apporto del volontariato come la recentissima attivazione dei "Caffè Alzheimer", momenti di incontro per mettere insieme le esperienze al fine di aiutare le famiglie ad alleggerire il peso e ad affrontare la malattia in modo più costruttivo. Altra iniziativa molto interessante riguarda il mondo della cooperazione no profit mediante la definizione di un documento di indirizzo che definisce le modalità di affidamento dei servizi alle cooperative sociali. La normativa vigente consente, infatti, di sottoscrivere convenzioni dirette per la fornitura di servizi, senza l’indizione di una gara d’appalto, purché queste impieghino persone svantaggiate o adottino specifici programmi di recupero e inserimento lavorativo”.
Ospedale di Adria. Nuovi reparti, nuovi servizi a breve. Quali miglioramenti in previsione. E cosa mi dice delle eccellenze?
“L’ospedale di Adria è classificato dalla Regione come ospedale per acuti e, quindi, ha tutte le caratteristiche per rispondere alle urgenze ed emergenze del territorio. La priorità attuale è una rivisitazione dell’esistente, in primo luogo sul piano strutturale. Ciò sta avvenendo col ‘piano di riorganizzazione e completamento delle strutture’, già finanziato dalla Regione. Abbiamo già dato il via alla riorganizzazione del vecchio ospedale, che prevede la riconversione dell’ex ortopedia in sede del dipartimento di salute mentale e l’edificazione della ‘palazzina dei servizi’, al posto dell’attuale magazzino, che ospiterà l’emodialisi, il laboratorio analisi, il centro trasfusionale, l’anatomia patologica, la direzione medica ospedaliera, il servizio professioni sanitarie e la mensa; l’adeguamento del monoblocco alla legge regionale sull’accreditamento istituzionale, con particolare attenzione alla riorganizzazione dell’area materno-infantile; la risistemazione dei servizi territoriali con la ristrutturazione del Sert di Taglio di Po e dei centri socio sanitari di Porto Tolle e di Porto Viro, già conclusa, e l’edificazione già iniziata di un nuovo Ceod per disabili a Taglio di Po. Altro impegno costante, grazie anche al generoso e continuo contributo della Fondazione Cariparo, è la dotazione di strumentazione per migliorare le nostre prestazioni di diagnosi e cura in ogni settore specialistico. Abbiamo iniziato con l’installazione di un sofisticato tomografo oculare e di un densitometro osseo total body, stiamo già preparando il sito che ospiterà la risonanza magnetica, di cui l’ospedale di Adria era sprovvisto, ed è in arrivo strumentazione particolare per molti reparti, tra i quali l’urologia. Per concludere penso alla possibilità di realizzare nuovi micro-modelli organizzativi che potrebbero diventare esempio di eccellenza o alla costruzione di un sistema di comunicazione interna basato sull’uso delle nuove tecnologie”.Gaetano Micaglio

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